Congiura delle polveri: tra tirannicidio e anarchia

Il 5 Novembre è ricordato come giorno della congiura delle polveri.
In tale giorno, correva l’anno 1605, Guy Fawkes membro di un complotto di cattolici gesuiti, cercò di far esplodere
il parlamento inglese con re Giacomo I al suo interno.

La cospirazione fu architettata Robert Catesby e mirava a rovesciare la monarchia anglicana, riportando
la chiesa di Roma in Inghilterra. L’intrigo fu scoperto a causa di una fuga di notizie e di una lettera anonima recapitata a
Lord Monteagle. L’esecutore materiale dell’attentato, Guy Fawkes, fu scoperto nello scantinato sotto il Parlamento dalla pattuglia
capitanata da sir Thomas Knevett. Fu arrestato torturato e giustiziato insieme agli altri cospiratori.

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La congiura delle polveri fu consegnata alla storia e al grande pubblico da V per Vendetta, capolavoro del noto fumettista Alan Moore, che ha ispirato
l’omonimo film diretto da James McTeigue.
Da allora la maschera di Guy Fawkes è utilizzata dal movimento Anonymous e da altri gruppi di protesta, come Occupy Wall Street.

La figura del tirannicida è parte integrante della storia moderna. Numerosi i tentativi di tirannicidio il secolo scorso,
i più celebri nei confronti di Benito Mussolini, Adolf Hilter, Augusto Pinochet, Francisco Franco, Mohammad Reza Pahlavi, Ali Khamenei, Stalin.
Di particolare interesse il tentato assassinio del primo ministro Georgios Papadopoulos da parte di Alexandros Panagulis, politico e rivoluzionario,
durante il regime dei colonnelli in Grecia.
I ruoli del regicida e del tirannicida hanno spesso suscitato reazioni contrastanti, l’assassino di Umberto I di Savoia, Gaetano Bresci, fu condannato
all’ergastolo ma a lui fu dedicato un monumento nell’anarchica città di Carrara.

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Monumento dedicato a Gaetano Bresci, Carrara.

Riguardo il gesto di Bresci, Lev Tolstoj  anarchico cristiano non violento, si espresse:
« Se Alessandro di Russia, se Umberto non hanno meritato la morte,
assai meno l’hanno meritata le migliaia di caduti di Plevna o in terra d’Abissinia.
Sono terribili tali uccisioni non per la loro crudeltà o ingiustizia ma per l‘irragionevolezza di coloro che le compiono.  Se gli uccisori di re sono spinti a essere tali da un sentimento personale di indignazione suscitato dalle sofferenze del popolo in schiavitù
di cui appaiono loro responsabili Alessandro, Carnot, Umberto o da un sentimento personale di offesa e vendetta, allora tali azioni per quanto ingiuste appaiono comprensibili.»

 

 

Il problema pare non avere una soluzione canonica, di fronte a un regicidio o tirannicidio l’opinione pubblica si divide, tra chi condanna il gesto e chi lo giustifica,
mettendo in primo piano la libertà.

 

Fabio Bonici

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