Russia Gate, ecco a voi la fabbrica dei troll

Tutto ha inizio nella primavera del 2015, un anno dopo l’annessione della Crimea.
La Russia è ricoperta di sanzioni economiche, gli incontri con i leader europei non portano a nessun accordo e dalla guerra nel Donbass non si ottengono i risultati desiderati, forse la decisione di entrare in guerra in Siria è stata già presa e in America manca solo un anno e mezzo alle elezioni presidenziali.

 

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Sede dell’IRA

Serve una nuova arma e il Cremlino la trova nel web. Così nasce Internet Research Agency(IRA), soprannominata “La fabbrica dei troll”
essa non è altro che il centro nevralgico della propaganda pro Cremlino nel mondo, con sede a San Petroburgo.

L’IRA è finanziata da Yevgeny Prigozhin, un ricco imprenditore russo fortemente legato a Putin.
All’interno della Fabbrica dei troll lavorano circa 250 ragazzi, prevalentemente studenti, che ogni settimana pubblicano più di 30000 post e fake news, in cui lodano Vladimir Putin e Sergei Sobyanin il sindaco di Mosca e criticano Europa e Stati Uniti,
arrivando a sostenere la guerra in Siria.

Oggi, a due anni e mezzo dalla nascita del progetto, si vedono i frutti del loro lavoro.
Alla fine di Ottobre Facebook ha comunicato al governo americano i dati relativi all’attivitò dell’IRA durante la campagna elettorale USA.
Secondo i documenti presentati dal colosso di Zuckerberg, i post sono stati pagati tramite un provider di servizi di pagamento QIWI.
Il prezzo delle pubblicazioni varia da 2 a 250 euro l’una, per un complessivo di oltre i due milioni di dollari, i post hanno raggiunto più di 126 milioni di utenti americani. I documenti ovviamente parlano solo di autunno 2016, ovvero il momento più importante dell’intera campagna di disinformazione in USA.
Le fake news sono state diffuse sulle pagine e nei gruppi patriotici, cattolici, liberali e LGBT. Essi puntavano a minare Hillary CLonton e la sua immagine,
mentre in altri casi diffondevano false notizie sul candidato democratico Bernie Sanders. A questa macchina propagandistica è da attribuire l’organizzazione
di più di 15 manifestazioni, principalmente anti immigrazione e anti islamiche.

Ecco alcuni dei post pubblica dalla fabbrica dei troll:

Denis Burukin

Pagina Facebook

Chi è la donna che ha sfidato Putin

 

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