Nuove e vecchie sfide per la politica italiana

Davide Ontano

A breve si voterà per Camera e Senato (anche se non si sa ancora quando). Prima che gli italiani votassero per l’ultima volta, nel 2013, dopo i due anni del governo tecnico di Mario Monti, Berlusconi si era temporaneamente ritirato, le primarie del Pd avevano designato Pierluigi Bersani come segretario del partito, e si credeva che sarebbe stata la sua formazione a governare. Infatti nel 2013 le elezioni erano state vinte dal Pd, ma con un numero di seggi troppo basso per poter effettivamente andare al governo, e questo ha costretto il partito a fare squadra con il Pdl di Berlusconi.

 

Da allora si sono susseguiti tre governi (quello di Letta, di Renzi e di Gentiloni) tutti capeggiati da esponenti del Pd e caratterizzati dal sistema delle “Larghe intese”. In questi anni di incertezza sono successe molte cose: si sono fatti largo nella scena politica Lega e Movimento Cinque stelle, talvolta usando metodi populisti, sono cresciuti i flussi migratori verso le coste italiane, è aumentato il senso di insofferenza verso l’Unione Europea e le sue istituzioni. Tutte problematiche che sono andate a sommarsi a quelle precedenti, come ad esempio gli strascichi della crisi economica che nel 2010 ci aveva portato sull’orlo del fallimento. E, nel mentre, il nostro governo (o meglio, i nostri governi) non davano impressione di stabilità: sono state fatte poche riforme, alcune molto discutibili, mentre, per esempio, non sono stati presi provvedimenti seri contro l’evasione fiscale, problematica con cui l’Italia ha a che fare da molti anni. Ci si aspetterebbe qualcosa di nuovo da queste elezioni, una scelta che possa davvero portare la sperata “Ventata d’aria fresca” nelle camere del governo, come anche in tutta la società della penisola.

Non è chiaro se ci sarà qualcuno all’altezza di questo compito, se si dichiarerà di destra, di sinistra o di centro, fatto sta che la paura di molti è quella del populismo, del nazionalismo e dell’estremismo, che stanno pericolosamente dilagando in Europa. Riusciremo a trovare una soluzione che possa dare stabilità al governo nel suo insieme? Una formazione che collabori e che provi davvero a cambiare le cose?

 

 

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